Il calendario makers da [re]vive a ParmaCamp

Per entrare in contatto con il mondo del DIY dovete tenere gli occhi puntati sugli eventi in programma a Milano e Parma. C’è anche una serie di workshop in programma per scoprire di essere già dei makers da tanto, tanto tempo. Questa settimana l’attenzione è tutta concentrata sull’Italia, ma c’è anche un evento interessante a Londra per creativi e sviluppatori in cerca di ispirazione.

I makers si ritrovano a Milano per l’intera settimana con We Make Open-Design. In calendario talk, incontri, workshop ed eventi da non perdere. Domenica 14 non perdetevi il MakerFaireRome Brunch con Massimo Banzi, Alessandro Masserdotti e Giorgio Olivero. Accade tutto in via Vigevano 35.
Dove: Milano, Italia
Quando: 8-9-10-11-12-13-14 aprile

Se durante la settimana volete fare luce sulle tecniche di design, scelta materiali e taglio laser cercate di partecipare a uno dei workshop organizzati da Manilibere. Si va da eventi introduttivi sugli strumenti dei makers fino a lezioni pratiche su come progettare e realizzare una lampada. Ci sarà anche il team di Vectorealism, approfittatene per scambiare quattro chiacchiere.
Dove: Milano, Italia
Quando: 9-10-11-12 aprile

Non c’è modo migliore per festeggiare il terzo compleanno del coworking sostenibile Toolbox che sporcarsi le mani in uno dei workshop organizzati da Fab Lab Torino. È l’occasione giusta per cimentarsi in diversi processi creativi che coinvolgono carta, software, attrezzi e, ovviamente, schede Arduino. Seguite la vostra strada e divertitevi.
Dove: Torino e Rho, Italia
Quando: 10-11-13 aprile

Mettete insieme la cornice del FuoriSalone, una biblioteca in disuso trasformata in spazio espositivo e ottenete [re]vive. Si tratta di una quattro giorni (dall’11 al 14 aprile) dove poter conoscere ed acquistare i prodotti vincitori di una call for ideas rivolta a makers, creativi e startupper. Li trovate tutti all’ex Fornace, al numero 16 di via Alzaia Naviglio Pavese.
Dove: Milano, Italia
Quando: 11-12-13-14 aprile

Vale la pena fare un salto in Inghilterra il 12 e 13 aprile per il BACON di Londra. Non si parla di colazione ma di temi che fanno letteralmente innamorare gli sviluppatori. Tra i personaggi da seguire ci sono sicuramente Christian Heilmann, Mozilla developer evangelist e Rob Bishop, evangelist di Raspberry Pi.
Dove: Londra, Inghilterra
Quando: 12-13 aprile

La settimana si chiude il 13 aprile con ParmaCamp, un barcamp interamente dedicato ai makers e ai creativi. Tra i partecipanti trovate anche i makers che l’Italia conosce bene da tempo: artigiani e pasticceri. L’ingresso è gratuito ma dovete registrarvi entro il 12 aprile su Eventbrite.
Dove: Parma, Italia
Quando: 13 aprile

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Labitat e la regola 0 dei makers danesi

Labitat

Il bello dei makers è che entrano sempre in contatto tra loro. Lo scorso marzo Massimo Banzi e Davide Gomba sono andati a visitare Labitat, un makerspace nella zona ovest di Copenhagen. È un posto fantastico dove si respira l’atmosfera giusta: tonnellate di hardware, computer, esperimenti di biohacking (sono piante, nessuna paura) e una cucina ben attrezzata. Massimo e Davide hanno già raccontato per immagini il loro viaggio sul blog di Arduino, e vale la pena aggiungere qualche parola.

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La storia di Monte Testaccio

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foto di Michael Ezban

Il nome di Monte Testaccio deriva dal latino testa, ovvero coccio!

Questo riferimento si deve al materiale con il quale fu artificialmente innalzato e cioè le anfore scartate dal limitrofo insediamento porto sulla sponda del Tevere; ha un perimetro di 700 metri circa, un’altezza massima di 45 metri ed una superficie di circa 22.000 metri quadrati con circa 25 milioni di anfore accatastate.

Grazie alle datazioni ed alle indicazioni commerciali reperibili sui frammenti dei cocci, è possibile stimare la data degli scarichi compresa fra il 140 d.C. e la metà del III secolo.
La maggior parte delle anfore accatastate, probabile i 4/3 dei frammenti, sono anfore olearie betiche (la Betica era provincia romana situata nell’attuale Andalusia).

I rimanenti frammenti sono anfore olearie africane.
Ma la memoria del monte e del sito circostante è legata soprattutto alle feste del carnevale, il ludus Testaccie, documentato per la prima volta nel 1256 durante il pontificato di Alessandro IV e rinnovato ogni anno fino al 1470 circa

Nel 600’ il monte cambiò volto, e precisamente quando Pietro Ottini e Domenico Coppitelli acquistarono il terreno adiacente al colle per aprirvi “grottini” destinati ad osterie che via via aumentarono di numero (oggi sono destinati a famosi ristoranti e locali notturni).

Dalle feste medioevali dei tori e dell’albero della cuccagna si passò ai banchetti gastronomici delle famose Ottobrate romane.

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Filabot e la sostenibilità dei Makers

filabotRicicla la plastica e avrai chiuso il cerchio. Il motto dell’impatto (quasi) zero nel movimento Makers potrebbe suonare più o meno così. Riutilizzare gli scarti usciti fuori dalle stampanti 3D potrebbe essere un buon modo per ridurre i rifiuti e dare una mano all’ambiente. Ecco perché in molti sono curiosi di sapere come se la caverà Filabot, l’impianto da scrivania disegnato per riciclare la plastica. Il funzionamento è facile: si introducono gli scarti plastici e la macchina genera un filamento da utilizzare per nuove creazioni.

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Che cosa hanno detto i Makers alla Casa Bianca

Negli Stati Uniti i Makers vanno presi sul serio. Il governo sa che si tratta di un movimento in grado di rivoluzionare i settori chiave del Paese (educazione, produzione ed innovazione) e perciò li segue da vicino. Dato che vale la pena scambiare quattro parole sul tema, Tom Kalil – innovation advisor di Obama – ha pensato bene di invitare alcuni dei migliori esponenti del DIY in un hangout pubblico su Google.

Sì, una videochat in diretta con la Casa Bianca. È stato un incontro informale per capire come rivoluzionare il settore manifatturiero degli USA e coltivare i talenti creativi del futuro. Il punto è che anche per una superpotenza economica come gli Stati Uniti vale il detto: “non importa chi sei, perché molte delle persone più brillanti al mondo lavorano per qualcun altro”. Tornando all’hangout, ecco chi c’era e cosa è stato detto.

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