Un giro per il Fuorisalone alla ricerca di idee

Giovedì mattina il cielo a Milano era coperto, ma quando ti trovi al Fuorisalone praticamente non te ne accorgi. Se poi hai solo 10 ore per vedere tutto quello che c’è da vedere, tanto vale scegliere una location sulla mappa e iniziare da lì. In questo caso, il dito è caduto sulle esposizioni in zona Ventura Lambrate. Per fortuna da quelle parti girava anche il Barcamper, che sta scaldando i motori in vista del tour europeo in cerca di makers.

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I Kentstrapper cercano un nome per la loro stampante 3D

Kentstrapper è il nome di battaglia con cui si presantano i Cantini, la famiglia di makers fiorentini che l’anno scorso aveva raccontato la propria storia a World Wide Rome. Dopo l’esperienza accumulata con le stampanti Archimede e Galileo, per loro è giunto il momento di dare un nome alla “creatura” appena presentata alla Milano Design Week. Ma questa volta, la maker family ha deciso di rivolgersi direttamente alla rete. Chi propone il nome migliore si aggiudica un esemplare della nuova stampante 3D e una buona dose di gloria.

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Che cos’è Udoo e perché ha già vinto su Kickstarter

Di progetti utili per i makers ce ne sono tanti, ma questo si porta dietro anche un pezzo di Italia. Si chiama Udoo e praticamente è un computer open source fatto e finito. Per poco più di 100 dollari ti porti a casa una macchina completamente programmabile e compatibile con Arduino. Connessioni USB, canali audio, WiFi, ethernet e 1 GB di RAM. Ci puoi fare di tutto, e il sistema operativo gira su Linux e Android.

Udoo è una palestra hardware per sviluppatori, hacker e persone che si avvicinano per la prima volta alla programmazione. L’idea funziona, e lo ha dimostrato la campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter. In soli due giorni ha raccolto i 27mila dollari che servivano per portare a casa il primo risultato: iniziare la prototipazione e presentare il prodotto finito a settembre 2013.

I punti di forza del progetto sono tanti. Primo tra tutti, Udoo coinvolge un team di sviluppatori italiani e stranieri divisi tra Siena, Pittsburgh, Toronto e Aarhus. Interaction designer, sviluppatori e informatici ci hanno messo dentro tutto quello che serve per abbattere le barriere tra la programmazione e la vita reale.

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Cinque idee in crowdfunding per la stampa 3D

Ci sono domande a cui è difficile rispondere. Per esempio, qual è lo scanner 3D più conveniente disponibile sul mercato? Oppure, come si fa a stampare oggetti di grandi dimensioni? Che accorgimenti si usano per rifinire i dettagli delle creazioni stampate con la plastica ABS?

Online troverete centinaia di consigli, forum e tutorial dove scambiare idee, ma se preferite una soluzione già pronta è meglio cercarla sui siti di crowdfunding. Su piattaforme come Kickstarter e Indiegogo trovate dei progetti in fase di finanziamento che potrebbero darvi la soluzione che stavate cercando. Ecco cinque idee da tenere d’occhio.

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Quando i makers si scontrano con i brevetti

La nuova rivoluzione industriale dei makers è in corso, ma questo non significa che non possa incontra ostacoli sulla propria strada. Stampare oggetti in 3D in qualsiasi angolo del globo attingendo da progetti online è una grande conquista, ma questo tipo di innovazione si potrebbe scontrare con la protezione legale tutelata dai brevetti. La questione è abbastanza seria, e negli Stati Uniti c’è già qualcuno che si è messo al lavro per fare un po’ di chiarezza sul tema. Si tratta della Electronic Frontier Foundation (EFF), che da più di 20 anni si occupa di temi legati al diritto tecnologico in tutte le sue forme.

L’obiettivo è questo: fare in modo che i nuovi brevetti depositati negli Stati Uniti non sottraggano ai makers tecniche e processi che fanno parte del patrimonio comune. Infatti, se si dimostra l’esistenza pregressa di una realizzazione (definita “prior art”) di un’idea, questa fa decadere il brevetto. In pratica, se il Patent Office scopre che un prodotto o un processo sono pubblici e già in uso annulla la domanda di brevetto.

La segnalazione dell’esistenza di “prior art” può essere fatta anche da persone esterne al Patent Office, ma esistono finestre temporali ben precise per farlo. Per orientarsi in questa impresa, EEF si è quindi appoggiata al progetto Ask Patents, una piattaforma online dove utenti esperti in materia di brevetti danno consigli a chiunque ponga una domanda sensata sulla brevettabilità di idee e prodotti. L’idea è quella di identificare tutte le richieste di brevetto che suscitano dubbi e contestarle entro la scadenza della domanda.

Tuttavia, esiste anche l’altra faccia della medaglia. Basta un computer connesso ad internet, un software di modeling e una stampante 3D per riprodurre con successo un qualsiasi oggetto coperto da brevetti industriali già in vigore. Per adesso, la stampa tridimensionale non ha ancora fatto chiudere settori di business, ma una volta che questa tecnologia sarà entrata in tutte le case qualche azienda potrebbe iniziare a preoccuparsi.

Nonostante ciò, non tutte le company sono intimorite dall’avanzata del movimento DIY. Ci sono anche alcuni casi di apertutra nei confronti delle nuove tecnologie adoperate dai makers, come mostrato dalla proposta di John Kneeland, Community&Developer Marketing manager di Nokia:

 

In the future, I envision wildly more modular and customizable phones. Perhaps in addition to our own beautifully-designed phones, we could sell some kind of phone template, and entrepreneurs the world over could build a local business on building phones precisely tailored to the needs of his or her local community. You want a waterproof, glow-in-the-dark phone with a bottle-opener and a solar charger? Someone can build it for you—or you can print it yourself!

 

Per avere una panoramica di più ampio respiro su makers e brevetti, leggetevi anche questo interessante articolo pubblicato su Make magazine.
Negli USA l’attenzione è alta!

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