Tolosa: SnootLab & Artilect

 

Toulouse é la prima tappa europea del tour!

Qui ci accoglie Frederic, un geniale imprenditore che ha tradotto la sua passione in una società di successo: SnootLab.
Snootlab é il primo retailer online in Francia di componenti OpenHardware, aperto in un momento in cui il mercato non esisteva ancora.
Una pura scommessa.
A crederci per primi Fred e Marc. I due si conoscono da 40 anni, cioè da sempre: Marc é un ingegnere, Fred un economista. Il primo si divertiva a costruire missili da adolescente. Il secondo a immaginarsi una vita alternativa al di fuori della borsa per nutrire il suo karma. Decidono tre anni fa di fondare la società.

L’anno della crisi non li spaventa, e dopo una prima fase in perdita, Snootlab comincia ad ingranare, a dare lavoro a ingegneri e studenti e oggi sembra che la sua crescita sia esponenziale e rapidissima.

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Direzione Tolosa

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Tunnel del Fregius. Di notte si vedono solo le punte bianche delle Alpi. Poi svanisce il segnale, si parla solo francese o a gesti, e si entra nella terra dei nostri “cugini”
Il Barcamper intanto si trasforma in meno di due ore nella tua unica e sola casa.
Il sogno di una vita si trasforma in realtà: non passare mai inosservati.
Lasciamo l’Italia nel buio, la rivedremo tra un mese esatto. Da ora in poi la traversata, la prima é di 850 Km. Siamo diretti a Tolosa, allo SnootLab. Frederic ci aspetta nel loro quartiere generale.
lo SnootLab é uno shop/blog di componenti hardware. Sul loro sito campeggia la frase

“Nous imaginons, concevons, fabriquons de nouveaux shields pour Arduino et nous les distribuons partout dans le monde. C’est notre façon de contribuer au développement de l’Open Hardware.”

Lo SnootLab ve lo racconteremo tra un po’. Intanto il Barcamper gira, e se lo avvistate, battete un tweet.

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5 idee DIY dall’amplificatore WiFi fino ai giocattoli

Alzi la mano chi ha sempre sottovalutato l’utilità delle lattine. Bene, dovrete ricredervi. Qualche settimana fa vi avevamo proposto cinque idee (più o meno folli) per mettere alla prova le vostre abilità da maker. In quel caso, abbiamo visto che da una lattina può uscire fuori un fornello da campo. Questa volta, puntiamo più in alto. Ma c’è spazio anche per altre idee.

Amplificatore WiFi – Internet senza fili è una meraviglia, ma a volte il segnale non è un granché. Per migliorarlo bastano una semplice lattina e un taglierino. Lavate bene il contenitore e rimuovete il fondo con un taglio orizzontale. Tagliate anche l’estremit opposta, ma lasciate integra una linguetta di allumino: l’apertura della lattina servirà da basamento. Ora apritela per lungo, distendetela e posizionatela sull’antenna del router. Come va adesso il segnale?
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Chi stampa case in 3D per vivere sulla Luna

Il salto dai castelli di sabbia sulle spiagge della Toscana ai freddi deserti della Luna è più breve di quanto potreste pensare. Sembra una favola, ma in realtà è la storia vera di Enrico Dini, l’ingegnere di Pontedera che ha inventato una stampante 3D capace di stampare su una superficie di 36 metri quadri. Al posto della plastica, la sua D-Shape utilizza sabbia e un inchiostro speciale che trasforma gli ammassi di granelli in cemento.

Costruire edifici utilizzando le risorse del territorio è una soluzione intelligente, soprattutto se per arrivare in cantiere devi prendere un razzo. Forse ci vorrà un po’ di tempo prima di vedere la D-Shape nello spazio, ma le cose iniziano a muoversi. La tecnologia di Dini partecipa a un progetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’European Space Agency (ESA) che ha l’obiettivo di ideare nuovi moduli abitativi da stampare direttamente sulla Luna.

Forse ci vorranno parecchi anni prima di vedere le stampanti 3D costruire insediamenti nello spazio, ma almeno adesso è certo che non si tratta più di semplice fantascienza. Il sogno di Dini – sempre più vicino alla realtà – ha già affascinato mezzo mondo, tanto che la sua storia è stata raccontata anche in un documentario dal titolo “The Man Who Prints Houses”.

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