Stefano Micelli: in Italia i makers facciano una rivoluzione culturale

stefano micelli ITQuando cerchi di capire come nasce un movimento come quello dei makers non puoi parlarne solo in termini di una questione geografica, né campanilistica. È vero che FabLab e stampanti 3D arrivano dagli Stati Uniti, ma Arduino – per esempio – è nato in Italia. Abbiamo provato ad andare oltre l’apparenza parlando con Stefano Micelli, docente di International Management all’Università Ca’ Foscari di Venezia e membro del comitato scientifico di Maker Faire Rome.

Micelli è autore di Futuro Artigiano, il libro edito da Marisilio Editori che esplora le trasformazioni del sistema industriale italiano. Un suo articolo, pubblicato il 29 maggio su CheFuturo!, dal titolo “La terza rivoluzione industriale ha bisogno di una nuova generazione di artigiani” ha innescato una bella discussione sul Web. Gli abbiamo chiesto di catturare un’istantanea della manifattura digitale nel nostro Paese. (continua…)

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Arriva Makers Guild e Amsterdam diventa una barriera corallina

Open Wetlab ITMetti insieme artigianato, digital fabrication e biotecnologie: quello che ne esce fuori è Makers Guild, la “corporazione” dei creativi digitali che prende vita ad Amsterdam. Il 21 giugno Waag Society festeggia l’inizio dell’estate con un evento di lancio aperto a tutti. I palazzi antichi che nel XVII secolo erano sede di diverse gilde di artigiani e professionisti oggi si trasformano in spazi comuni dedicati alla contaminazione tra scienza, tecnica e saper fare.

Dietro all’iniziativa ci sono Waag Society e Fab Lab Amsterdam: li abbiamo già conosciuti grazie a progetti unici come Fab Foos, il biliardino open source, e la protesi low-cost a base di bambù. Questa volta si sono dedicati a qualcosa di più complesso e lungimirante: uno spazio condiviso chiamato Open Wetlab che da qui fino al 2016 sarà un punto di incontro per curiosi e professionisti nei campi di design, arte e scienza. (continua…)

Dreambox, la stampante 3D sbarca nei corridoi dell’università

dreambox team ITSiete in pausa da una lezione universitaria e vi sedete con un bel caffè fuori dall’aula. Tra le macchinette automatiche ne vedete una con un tablet montato sopra e una luce blu che vi cattura lo sguardo. Dentro non ci vedete lattine, tavolette di cioccolata né tantomeno patatine. C’è solo una stampante 3D che lavora senza sosta a un prototipo in plastica. Sapete benissimo che non è fantascienza, esiste davvero, si chiama Dreambox, e la potete trovare nei corridoi della Univesity of California di Berkeley.

L’idea nata da tre studenti che si sono conosciuti nel 2011 durante un corso di mobile application development presso la UC Berkeley. I tre fondatori di Dreambox – David Pastewka, Richard Berwick e Will Drevno – volevano mettere in piedi una startup innovativa che gemmasse dall’università. Vista la loro passione per la stampa 3D e i lunghi tempi di attesa per accedere ai laboratori di manifattura digitale, i giovani inventori hanno pensato a una soluzione rivoluzionaria. (continua…)

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Le stampanti 3D sbarcano su Amazon: è una rivoluzione?

3D printers Amazon ITUn negozio dedicato interamente alla stampa 3D è una cosa (vedi iMakr), ma una enorme vetrina Web è tutta un’altra storia. La notizia è questa: Amazon US dedica un’intera sezione del proprio online store alle stampanti 3D. Ci sono offerte sotto i 2000 dollari, e una vasta selezione di accessori e materie prime. Per entrare nell’universo dei Makers adesso basta un clic. In poche parole le cose stanno cambiando, bisogna solo capire come. (continua…)

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