Chiusa la Call for Makers: 320 grazie per i vostri progetti

Questa volta il fischio finale è arrivato davvero: la Call for Makers, che era stata prolungata di un mese fino al 30 giugno, si è conclusa poco fa. È stato un successo e siamo entusiasti di potervelo finalmente dire. Ci avete inviato 320 progetti da tutta Europa e per questo vogliamo ringraziarvi a nome degli organizzatori – Asset-Camera e Tecnopolo – dei curatori Massimo Banzi, Riccardo Luna e di tutto lo staff di Maker Faire Rome.

Makers, fabbers, artigiani e creativi digitali di tutto il continente ci hanno fatto conoscere idee e progetti elettrizzanti. In questo momento li stiamo riesaminando uno ad uno per scegliere quelli che parteciperanno come espositori alla prima grande Maker Faire europea che si terrà a Roma dal 3 al 6 ottobre presso il Palazzo dei Congressi. (continua…)

MakerBot sarà la nuova Apple delle stampanti 3D?

Bre Pettis - CEO MakerBotForse non è il caso di fare paragoni tra Bre Pettis e Steve Jobs, ma una cosa e certa: per MakerBot la posta in gioco inizia a farsi sempre più alta. L’azienda Stratasys ha acquisito la startup di Brooklyn dedicata alle stampanti 3D grazie ad uno scambio di azioni del valore di 400 milioni di dollari. La notizia è stata diffusa il 19 giugno e i dettagli li trovate su Businesswire. I due brand, ora fusi sul mercato, continueranno a esistere come due entità a sé stanti. È così, la manifattura digitale ha anche un lato business.

L’aura geek che il CEO Bre Pettis aveva infuso a Makerbot è dovuta scendere a compromessi con le regole di mercato. Forse, non è neppure detto che la storia delle stampanti 3D made in Brooklyn sia andata diversamente da quello che ci si aspettava all’inizio. Se trasformi la tua idea in un prodotto, devi essere pronto a giocare su un piano diverso da quello delle community rigorosamente open source. E c’è già qualcuno come John Biggs, East Coast editor di TechCrunch, che di fronte a questa scelta definisce MakerBot la nuova Apple. (continua…)

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Do the Mutation: le maschere stampate in 3D parlano italiano

collageneRealizzare una maschera sulla base dei lineamenti di un volto non dovrebbe più sorprendere nessuno: gli artigiani lo hanno sempre fatto nel corso dei millenni. Le cose cambiano quando di mezzo ci finisce il computer, una stampante 3D industriale e qualche buona idea. La somma di tutti questi elementi si chiama Do the Mutation, un laboratorio nato nell’ottobre 2012 tra Bologna e Modena che ha sviluppato il software di generative design Collagene.

Dietro all’idea ci sono il designer Filippo Nassetti e l’architetto Alessandro Zomparelli, insieme a un gruppo di collaboratori e partner sparsi per l’Italia. Per far arrivare le creazioni di Do the Mutation sulla faccia delle persone è necessario seguire qualche passo fondamentale. Prima di tutto, il volto modello è scansionato grazie a un sensore Kinect – proprio quello della Xbox 360 – e le informazioni sono acquiste attraverso Collagene. (continua…)

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New York cerca di bloccare le pistole stampate in 3D

New York ITLe pistole stampate in 3D sembravano fantascienza fino a poco tempo fa, ma dopo quello che è successo in Texas nessuno può fare a meno di parlarne. I giovani di Defense Distributed hanno messo a punto il progetto Liberator, un’arma da fuoco composta da 16 pezzi in plastica replicabile in qualsiasi parte del mondo. E a New York già si parla di una legge locale – in fase di dibattito – per rendere illegale la stampa di armi. (continua…)

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Che cosa vi siete persi a Innovazione dal Basso e Arduino Camp


Per due giorni Torino ha raccontato storie di cambiamento e le ha anche messe in pratica. Il 14 giugno, presso lo spazio di coworking Toolbox, si è tenuto l’evento Innovazione dal basso: un viaggio tra open source, open hardware, peer-to-peer e creative commons nell’era della nuova rivoluzione industriale. Erano presenti i curatori di Maker Faire Rome Riccardo Luna e Massimo Banzi, Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino) e Leonardo Camiciotti (TOP-IX). (continua…)

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