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I makers dietro all’incredibile robot di Comic-Con 2013

Wired MechSe vi imbattete in un robot da 180 kilogrammi e alto quasi tre metri, probabilmente siete al Comic-Con di San Diego, California. O in qualche futuro non troppo lontano. Lasciamo da parte la fantascienza, perché come racconta Wired US, alla convention internazionale su fumetti e immaginazione di ogni tipo c’era davvero un’armatura tecnologica che ha stregato tutti i visitatori. Sapete chi l’ha costruita?

Il robot presentato al Comic-Con è frutto del duro lavoro della Stan Winston School e Legacy Effects, due realtà che con effetti speciali e animatronics ci sanno davvero fare. Forse, la domanda che vi state facendo tutti è: ma un colosso del genere come faceva a muoversi? Ovviamente il trucco c’è ma non si vede. Qualche idea?

Basta dare un’occhiata al sito di Wired US per imbattersi nel making of del robot, realizzato da un team di esperti che ha lavorato per 24 giorni. All’interno dello scheletro leggero dell’armatura c’è una persona in carne e ossa che ha il compito di far camminare la creatura per le sale del Comic-Con. La testa del robot, invece, è stata prodotta grazie a una stampante 3D professionale.

Wired_Legacy_Robot_making_of

Delusi dal fatto che il robot del Comic-Con non sia autonomo al 100%? Guardate il lato positivo della cosa: Legacy Effects è lo stesso studio che si è occupato delle armature di Pacific Rim, il film di fantascienza diretto da Guillermo del Toro. Nel caso del set cinematografico, le tute dei piloti sono state stampate in 3D partendo dalle scansioni del corpo degli attori: un lavoro su misura che difficilmente troverete altrove.

In poche parole, che si tratti di cinema o di performance dal vivo, stampa 3D e artigianato digitale possono creare oggetti straordinari. L’unico limite è quello imposto dall’immaginazione. Se volete vedere il robot in azione non perdetevi il video girato da Wired: per di più in rete trovate molte altre clip che coinvolgono anche i visitatori. Nel caso siate anche alla ricerca di foto, non dimenticate di esplorate l’hasthtag #wiredmech su Twitter e Instagram.

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