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New York cerca di bloccare le pistole stampate in 3D

New York ITLe pistole stampate in 3D sembravano fantascienza fino a poco tempo fa, ma dopo quello che è successo in Texas nessuno può fare a meno di parlarne. I giovani di Defense Distributed hanno messo a punto il progetto Liberator, un’arma da fuoco composta da 16 pezzi in plastica replicabile in qualsiasi parte del mondo. E a New York già si parla di una legge locale – in fase di dibattito – per rendere illegale la stampa di armi.

Il Dipartimento di stato USA aveva già bloccato i download dei file necessari per realizzare Liberator per timore che l’arma in plastica infrangesse le leggi federali. Nonostante lo stop, la pistola ha fatto il giro degli States (e del mondo): dopo poche settimane in Wisconsin è comparsa Lulz Liberator, la versione low-cost realizzata con una stampante da 1800 dollari.

A New York, spiega Epoch Times, i due consiglieri democratici Lewis Fidler e Linda Rosenthal hanno presentato due proposte di legge per controllare la diffusione delle armi stampate in 3D. Il testo di Fidler renderebbe illegale stampare armi senza una licenza ufficiale (gunsmith), nondimeno i fabbricanti autorizzati dovranno comunicare la stampa – anche parziale – di un’arma al New York Police Department (NYPD) entro 72 ore.

In sostanza, le armi in plastica stampate in 3D verrebbero paragonate in tutto e per tutto alle armi da fuoco tradizionali: sarebbero soggette, cioè, a tutte le regole su composizione dei proiettili, obbligo di marcatura con numero di serie e divieto di distruzione dell’arma. Il timore di Fidler è che le pistole DIY possano essere fatte sparire troppo facilmente dopo un’azione criminosa.

La proposta di Rosenthal, invece, considera un crimine costruire, vendere e utilizzare pistole, munizioni e caricatori usciti da una stampante 3D. Ma c’è un problema. Infatti, secondo le leggi federali attualmente in vigore è legale costruire armi non automatiche – e Liberator esplode un solo colpo alla volta – a patto che i costruttori realizzino più del 20% del meccanismo di espulsione del proiettile (detto castello).

È un tipo di precauzione messo in atto per evitare l’assemblaggio di armi illegali costruite unendo tra loro pezzi diversi non tracciabili. Ma di fronte alle stampanti 3D, che creano il 100% di una pistola, questa forma di controllo è totalmente inutile. Non a caso, chiunque può modificare il design della propria arma fatta in casa e fare in modo che non possa essere identificata dai metal detector. Insomma, la storia non finisce qui.

Photo credits: joiseyshowaa / CC-BY-SA

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