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MakerBot sarà la nuova Apple delle stampanti 3D?

Bre Pettis - CEO MakerBotForse non è il caso di fare paragoni tra Bre Pettis e Steve Jobs, ma una cosa e certa: per MakerBot la posta in gioco inizia a farsi sempre più alta. L’azienda Stratasys ha acquisito la startup di Brooklyn dedicata alle stampanti 3D grazie ad uno scambio di azioni del valore di 400 milioni di dollari. La notizia è stata diffusa il 19 giugno e i dettagli li trovate su Businesswire. I due brand, ora fusi sul mercato, continueranno a esistere come due entità a sé stanti. È così, la manifattura digitale ha anche un lato business.

L’aura geek che il CEO Bre Pettis aveva infuso a Makerbot è dovuta scendere a compromessi con le regole di mercato. Forse, non è neppure detto che la storia delle stampanti 3D made in Brooklyn sia andata diversamente da quello che ci si aspettava all’inizio. Se trasformi la tua idea in un prodotto, devi essere pronto a giocare su un piano diverso da quello delle community rigorosamente open source. E c’è già qualcuno come John Biggs, East Coast editor di TechCrunch, che di fronte a questa scelta definisce MakerBot la nuova Apple.

I numeri della startup di Brooklyn sono diversi da quelli della Apple di Steve Jobs, ma nel settore della stampa 3D fanno davvero impressione. Dal 2009 ad oggi, MakerBot ha venduto più di 22mila stampanti, di cui circa la metà sono modelli Replicator 2 usciti sul mercato poco più di nove mesi fa. In pratica, la creatura di Pettis sta conquistando il settore di mercato consumer che finora la Stratasys, con i suoi prodotti industriali dai 10mila dollari in su, non ha mai preso in considerazione.

La scelta di allontanare MakerBot dal movimento open source è stata spesso criticata, soprattutto da uno dei fondatori Zachary Smith, ma per chi si avvicina al mondo dei makers dall’esterno questi dettagli passano quasi inosservati. Quello che conta, secondo Biggs, è che grazie alle scelte di Pettis le stampanti 3D diventeranno sempre più user friendly:

“MakerBot ha preso qualcosa di semplice e lo ha reso meraviglioso. Hanno venduto nel momento in cui dovevano farlo, soprattutto quando c’è da tirare in ballo il controllo qualità e l’assistenza clienti. Mi fido di Pettis e credo riuscirà a portare l’etica open source dentro Stratasys per dire loro che è off limits. La stampa 3D non è qualcosa di nuovo, proprio come i computer non lo erano quando Apple è apparsa sulla scena. Makerbot, però, l’ha resa accessibile”.

MakerBot ha davanti a sé un futuro dai risvolti delicati: diventare un’azienda di successo rafforzerà la sua identità di mercato, vantaggio che forse le farà perdere il consenso da parte della community open source. Difficile accontentare tutti. Date un’occhiata al video della conferenza stampa del 20 giugno e dite la vostra. Da che parte state?

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