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Le stampanti 3D sbarcano su Amazon: è una rivoluzione?

3D printers Amazon ITUn negozio dedicato interamente alla stampa 3D è una cosa (vedi iMakr), ma una enorme vetrina Web è tutta un’altra storia. La notizia è questa: Amazon US dedica un’intera sezione del proprio online store alle stampanti 3D. Ci sono offerte sotto i 2000 dollari, e una vasta selezione di accessori e materie prime. Per entrare nell’universo dei Makers adesso basta un clic. In poche parole le cose stanno cambiando, bisogna solo capire come.

Se conoscete il manifesto dei FabLab, saprete che il movimento dei Makers è molto più di un semplice hobby. Condivisione, accesso alla conoscenza e risorse open sono punti cardine, e nessuno se li dimentica. Ma se la stampante arriva in casa e diventa un bene privato, le cose possono andare diversamente. Per i curiosi che vogliono avvicinarsi alla stampa 3D, Amazon potrebbe sembrare il portale più adatto: ci sono alcuni prodotti plug-and-play che possono essere usati anche da un bambino. Inserisci una chiavetta USB, prepari il filamento di ABS e la stampa va avanti da sola.

I prezzi visti su Amazon sembrano competitivi, ma su Kickstarter e altre piattaforme di crodfunding potete trovare modelli a prezzi migliori (qui un paio di esempi). Certo, c’è da aspettare e si tratta, comunque, di prototipi che in futuro potrebbero avere problemi a scalare il proprio modello di business. Per non parlare delle difficoltà tecniche nella gestione delle stampanti 3D che possono scoraggiare gli utenti base. Succede anche per i prodotti di Makerbot – startup cresciuta fino ad essere azienda – o realtà che abbracciano filosofie più open come Ultimaker.

In Italia ci sono diverse realtà, come WASP e Kentstrapper, che hanno sviluppato stampanti 3D open source. Nei loro progetti c’è un valore aggiunto: una rete di persone pronte ad aiutarti. È una qualità che non ha prezzo e che resta a disposizione di tutti coloro che vogliono saperne di più. Tuttavia, la tecnologia spesso si diffonde più velocemente delle relazioni umane. Sempre più persone si avvicineranno alla stampa 3D, ma nessuno sa con precisione come. Dale Dougherty, founding editor di Make Magazine, ha fatto una bella riflessione sul tema. Che ne pensate?

“Quali motivazioni spingeranno un milione di persone ad acquistare una stampante 3D? La loro utilità persuaderà chi le compra a considerarle un altro elettrodomestico? Saranno considerate come un comune attrezzo da lavoro, come un Dremel? Oppure saranno viste come una forma di divertimento, come una console per videogiochi o un media player? Saranno forse prese come strumenti specializzati per hobbisti, come modellini di razzi o barche?”.

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