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Se vuoi capire la stampa 3D cerca Robohand

Robohand IT

Le stampanti 3D sono strumenti dalle potenzialità disarmanti. Dai loro estrusori di plastica fusa può uscire fuori una pistola, come è successo negli Stati Uniti, o una protesi low cost come quella sviluppata dalla Waag Society nei Paesi Bassi. Per fortuna la storia di Richard Van As, mastro carpentiere di Johannesburg, in Sud Africa, ha qualcosa in comune con il secondo caso.

Van As ha perduto quattro dita della mano destra a causa di un incidente sul lavoro. Non si è arreso e ha deciso di tornare a lavorare costruendosi una protesi con i propri attrezzi di laboratorio. Il carpentiere ha iniziato a consultarsi con Ivan Owen, un designer statunitense esperto di arti artificiali. È nato il progetto Robohand, fatto da due persone divise da un Oceano. Poi è arrivata la stampa 3D.

A inizio 2013 la casa produttrice di stampanti 3D MakerBot ha deciso di sostenere i due maker donando a ciascuno di loro una Replicator 2. L’idea era quella di accelerare la fase di prototipazione con la speranza di vedere liberamente il loro lavoro ultimato su Thingiverse. Così è stato: Owen ha disegnato la protesi grazie al software libero OpenSCAD e Van As ha creato i primi prototipi in una ventina di minuti.

Prova dopo prova, i due maker sono riusciti ad ottenere quello che volevano. Con Robohand, Van As poteva stamparsi le quattro dita in plastica, risparmiando decine di migliaia di dollari sul prezzo di mercato delle protesi. A quel punto, si è accesa loro una lampadina.

Van As ed Owen decidono di mettere le stampanti 3D e la capacità di design al servizio della comunità. La loro storia ha già fatto il giro del mondo sul Web: alcune famiglie scrivono al loro indirizzo per far sapere che hanno bisogno di aiuto.

In Sud Africa, come nel resto del mondo, nascono bambini afflitti dalla sindrome da banda amniotica, una condizione che inibisce lo sviluppo degli arti durante la gestazione. Privati di dita fin dalla nascita, i bambini cercano di imparare ad utilizzare le protesi fin da piccoli. Ma un ragazzino che cresce a vista d’occhio ha bisogno di nuove protesi ogni sei mesi. Una spesa a volte insostenibile per le famiglie.

I due maker di danno da fare e adattano il design per costruire un’intera mano per Liam, un bambino di Johannesburg nato senza dita sulla mano destra. Il risultato è un set di una mano prostetica scaricabile liberamente su Thingiverse e realizzabile con una stampante 3D. Il costo della protesi, materiali inclusi, è di circa 150 dollari. Funziona, anche se tra chi l’ha costruita e chi la usa c’è di mezzo un Oceano.

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