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#Makertour: trenta giorni!

Ieri mettevo piede per la prima volta sul camper della Maker  Faire Rome. Un gigantesco van colorato di 7 metri per 3.
Si è trasformato in una casa. È diventato un mezzo per raccontare.

Ieri è già 30 giorni fa. Io e Davide partivamo verso l’Europa, verso 7000 chilometri, 30 giorni di incontri, più di cento interviste, makers, eventi, mappe, caselli, progetti.

La Francia dell’Artilect e dello Snoothlab di Tolosa, aperta, intraprendente, la prima a darci il benvenuto. Poi Bordeaux e il suo festival del DIY, Parigi splendente nella villette per il Ouishare, internazionale, affascinante e ricca di buone idee e Genevillier, il fablab delle meraviglie, tra entusiasmo, neomakers e l’obiettivo primario della condivisione.

La GPS ci porta poi in Germania, ad Aquisgrana il fablab Aachen è uno dei più tecnologici e avanzati, mentre il fablab Berlin, nato da poco più di 4 mesi, ci accoglie in un luminoso Mitte, e ci racconta la voglia di creare un luogo per fornire agli altri strumenti e conoscenza per fare con le proprie mani ciò che si ha in mente.

Voliamo ad Helsinki, tra saune e università di design la Finlandia ci sorprende per la sua cultura fondata sul making ad ogni livello, e ci divertiamo tra olimpiadi del riciclo e workshop d’avanguardia.

Poi è la volta di Malmo, di Fabriken e delle officine Arduino, un concentrato di creatività in un unico luogo omogeneo, STPLN. Copenaghen è invece CIID, una scuola che accoglie 20 studenti l’anno e insegna l’interaction design come nessun altro luogo in Danimarca. Amsterdam è l’ultima tappa, tra waag society, uno dei primi fablab europei in un castello medievale al centro della città e ZM45, un nuovo makerspace nato dall’esperimento del mobile-fablab.

Questo è il nostro primo mese di MakerTour.

Quello che ci aspetta, ora, si chiama Italia.

12 tappe, dalla Puglia a Trento passando per Campania, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte.

Un tour per scoprire cosa producono i makers italiani, in cosa credono, quali sono gli obiettivi e i sogni di chi ha avuto l’idea e il coraggio di aprire fablab, investire sul futuro o semplicemente iniziare a fare qualcosa per cambiare una parte del mondo che hanno a disposizione.

Da oggi si torna a viaggiare. Napoli è la prima tappa, il RE-MAKE festival ci invita a scoprire come ri-costruire per ripartire e provare a rendere quelle che sono utopie realtà quotidiane.

Le altre tappe potrete scoprirle da queste parti.

Cercateci, twittate il barcamper quando lo troverete tra le strade della città, fateci conoscere ciò che vorreste inventare, invitateci nel vostro fablab, in un hakerspace, in un laboratorio, portateci a spasso nella vostra città per provare a inventarne una più smart e interattiva.

Il makertour è pronto a parlare di voi.


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