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Cos’è un FabLab?

Cosa?

Si chiamano FabLab (Fabrication Laboratories) e sono i luoghi dove è possibile costruire (quasi) qualsiasi cosa. Sono laboratori di scala ridotta che offrono tutti gli strumenti necessari per realizzare progetti di digital fabrication: cioè, tutte quelle attività che coinvolgono la trasformazione di dati in oggetti reali e viceversa.

Da un disegno CAD è possibile fabbricare un oggetto, mentre per il passaggio inverso occorre uno scanner 3D che converta forme tridimensionali in dati modificabili ed esportabili da computer a computer, anche attraverso Internet. I macchinari a disposizione di un FabLab sono vari e comprendono: stampanti 3D, frese a controllo numerico (CNC), laser cutter, materie prime di ogni tipo, schede elettroniche e microprocessori (come Arduino).

Dove/Quando?

Tutto è iniziato negli Stati Uniti. La Digital Fabrication è il fulcro centrale del lavoro svolto presso il Center for Bits and Atoms, una struttura del Massachusetts Institute of Technology (MIT) nata nel 2001. In origine si trattava di un corso di studio rivolto agli studenti dal titolo “How to Make (almost) Anything” coordinato da Neil Gershenfeld, professore del MIT interessato agli aspetti interdisciplinari di informatica e fisica.

Dopo il successo del primo anno, il CBA decide di ampliare il progetto inaugurando un laboratorio grazie al supporto della National Science Foundation. A seguito di un investimento di 50mila dollari di attrezzature e 20mila dollari di materiali, nasce il primo FabLab della storia presso il South End Technology Center di Boston.

Nel 2004 nasce il secondo FabLab, questa volta a Sekondi-Takoradi, in Ghana. Nel giro di pochi anni il fenome si espande a macchia d’olio in tutto il mondo. Ad oggi esistono ben 261 FabLab che aderiscono almeno in parte alle linee guida del CBA. I centri operativi sono circa un centinaio e rappresentano realtà affermate da anni, mentre gli altri sono progetti ancora in fase di sviluppo.

Come?

Nonostante siano dei laboratori ad alto contenuto tecnologico, i FabLab si basano sulle persone prima che sulle macchine. Condividere idee, progetti e know-how è il fulcro dei centri di manifattura digitale. L’obiettivo è quello di rendere ogni persona consapevole del fatto di essere un maker/fabber, un creativo in grado di trasformare una qualsiasi idea in un oggetto o prodotto concreto.

Per aiutare la diffusione della cultura maker/fabber, i FabLab dedicano i propri spazi e attrezzature all’organizzazione di corsi, sedute di mentoring e servizi di assistenza rivolti a curiosi, inventori, piccole imprese e liberi professionisti. Inoltre, alcuni FabLab participano attivamente a Fab Academy, un corso a distanza di 5 mesi tenuto da Gershenfeld. In aggiunta alle lezioni frontali, i FabLab offrono i propri spazi agli studenti e permettono loro di realizzare oggetti concreti.

A fronte di ciò, la costituzione di ogni FabLab è regolata da quattro caratteristiche fondamentali:

  1. Accesso pubblico: democratizzare l’accesso da parte del pubblico alle tecnologie di fabbricazione digitale. Un FabLab deve perciò garantire a tutti la fruizione costante di open day gratuiti.
  2. Sottoscrizione della FabLab Charter: ogni FabLab deve aderire e supportare i punti elencati nel manifesto originale del CBA. La copia della Carta deve essere esposta sul sito Web e all’interno del FabLab stesso.
  3. Strumenti condivisi: i FabLab fruiscono di set comuni di strumenti e processi produttivi con lo scopo di condividerne le pratiche di utilizzo. La scelta ricade soprattutto su software e hardware open source.
  4. Collaborazione senza confini: i FabLab fanno parte di un network globale e non possono vivere isolati. La condivisione globale di saperi, design, processi, idee e prototipi è l’elemento chiave che unisce tutte le persone partecipanti.

Perché?

La missione dei FabLab è fornire a cittadini e piccole imprese gli strumenti e le competenze per muoversi nel mondo della digital fabrication. Oltre a ciò, la democratizzazione dell’accesso alle tecnologie, la diffusione di software/hardware libero può aiutare la gemmazione di nuove imprese e progetti creativi.

Alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, stanno valutando nuovi programmi di investimento per favorire la nascita di nuovi FabLab sul proprio territorio. Nello specifico, l’amministrazione Obama ha proposto nel 2012 di investire 1 miliardo di dollari per innovare il sistema manifatturiero nazionale. Tra le proposte avanzate spicca anche la valorizzazione di stampa 3D e digital design.

Molta attenzione viene rivolta anche al settore dell’educazione, per il quale gli Stati Uniti hanno lanciato un programma chiamato MENTOR Makerspace. La prima fase sperimentale prevede l’installazione di laboratori di fabbricazione digitale in 10 scuole superiori californiane, ma l’obiettivo finale mira a coinvolgere ben 1000 istituti.

Infine, il Congresso USA si è interessato al vaglio del National Fab Lab Network Act, un testo di legge che pone le basi per creare un network di FabLab nazionale. L’obiettivo è quello di creare almeno un laboratorio tecnologico per ogni 700mila abitanti.

Profili

Neil Gershenfeld: fisico e informatico statunitense, dirige il Center for Bits and Atoms presso il MIT. È tra gli ideatori del primo FabLab, il laboratorio di fabbricazione digitale che oggi conta una rete con più di 100 realtà affiliate. È direttore della Fab Academy e nel febbraio 2006 ha tenuto una TED conference sul fenomeno dei FabLab. Tra le sue principali pubblicazioni va ricordato “Fab: The Coming Revolution on Your Desktop”. Scientific American lo ha inserito nella sua classifica dei 50 migliori research leader del 2004.

“Digital fabrication consists of much more than 3D printing. It is an evolving suite of capabilities to turn data into things and things into data. Many years of research remain to complete this vision, but the revolution is already well under way. The collective challenge is to answer the central question it poses: How will we live, learn, work, and play when anyone can make anything, anywhere?”

Tomas Diez (@tomasdiez): tutor e coordinatore permanente del Fab Academy Diploma presso il FabLab Barcellona. Si occupa di strumenti per la digital fabrication e studia nuovi modelli di comunicazione tra esseri umani e macchine. Ha preso parte a progetti America Latina ed Europa sul tema della riabilitazione di quartieri marginali a Caracas oltre a installazioni per la XI Biennale di Architettura a Venezia (Hyper-habitat), la progettazione della Fab Lab House/Solar Decathlon Europe 2010 e del FabLab Lima. Il suo curriculum accademico comprende un bachelor in Urban Planning e Sociologia presso l’Universidad Simon Bolivar del Venezuela, un Master in Advanced Architecture/IaaC, un Graduate Degree in Social Organization presso l’University of Havana di Cuba e un Diploma in Digital Fabrication ottenuto presso la Fab Academy.  Nel marzo 2013 ha tenuto il talk Fab Labs in the City presso il TEDxZwolle.

Eddie Kirkby: Charity & Operations support manager presso il Manufacturing Institute di Manchester. A partire dal 2009 inizia ad occuparsi dello sviluppo del FabLab Manchester, il primo laboratorio di fabbricazione digitale aperto nel Regno Unito. Oggi è referente del Fab Academy Diploma presso il FabLab Manchester.

Massimo Menichinelli (@openp2pdesign): designer che si occupa di spazi e processi collaborativi come FabLab e progetti di Open Design. Dopo una tesi in Industrial Design presso il Politecnico di Milano scritta nel 2005, ha aperto un blog sul tema del community design e ha iniziato a seguire l’evoluzione del fenomeno. Ha studiato anche presso la Elisava School of Design di Barcellona, Spagna. Si è poi trasferito in Finlandia per completare il suo corso di Dottorato. Lavora allo sviluppo di strumenti e processi progettuali attraverso una comunitá open source (openp2pdesign.org) ed è producer presso l’Aalto FabLab presso l’Aalto University (Helsinki).

Alex Schaub: manager del FabLab Amsterdam, lavora presso la Waag Society a partire dal 2005. Il suo background spazia dalla musica fino alla tecnologia. Dopo un apprendistato in Svizzera lavora per due anni nel design di macchinari di produzione per Ronda SA. Abbandona poi il settore orologiaio per dedicarsi alla musica: studia pianoforte e basso presso la Jazz Berufsschule di Lucerna. Si trasferische nei Paesi Bassi dove frequenta il Royal Conservatory e ottiene un Bachelor e un Master in Musica nel 2001. Ha frequentato il corso della Fab Academy e nel 2008 è diventato manager del FabLab Amsterdam. Oggi segue e coordina lo sviluppo di nuovi FabLab in giro per il mondo. 

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