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Copiare i design famosi è sbagliato?

Mash-Up lamp red ITSei sulla pagina web di un negozio online e ti imbatti in un oggetto che ti piace a prima vista. La tentazione di comprarlo è fortissima, ma la stampante 3D alle tue spalle la pensa diversamente. Riponi la carta di credito e vai su Thingiverse o Instructables per vedere se qualcuno ha già diffuso un progetto che puoi copiare o reinventare con le tue stesse mani.

La nuova rivoluzione industriale dei makers assomiglia, per certi versi, all’onda di piena dei download musicali che ha spiazzato l’industria discografica. Tutto ciò che fino a un attimo prima era disponibile solo nei negozi è diventato, all’improvviso, scaricabile da Internet. Certo, per gli oggeti il procedimento è un po’ più complicato, ma non impossibile.

I veri problemi saltano fuori quando ad essere copiati sono oggetti di design molto famosi. Ai loro ideatori potrebbe non piacere che diritti d’autore e proprietà intellettuale (là dove sono applicabili) vengano scavalcati così facilmente. Preoccupazione lecita, raccolta in segno di sfida da Diederik Schneemann. Al Fuorisalone di Milano, il designer di Rotterdam ha presentato il video “Mash-Up”, sollevando un interrogativo fondamentale: la stampa 3D sarà il peggior incubo del copyright?

Sono convinto che non ci sarà modo di fermare l’avanzata della stampa 3D. Da Internet emergerà un numero sempre più grande di modelli di design, così da rendere difficile – forse addirittura impossibile – il controllo del copyright su ogni oggetto nuovo o copiato diffuso in rete. È il primo passo verso il nuovo Napster del design?”

Prevedere come andrà a finire non è affatto facile. Alcune industrie, lo abbiamo già raccontato qui, non sono preoccupate dal fenomeno della stampa 3D. Anzi, cercano di cavalcarne l’onda. Viceversa, la registrazione di brevetti su tecnologie già di uso comune tra i makers potrebbe soffocarli. Tuttavia, il “design d’autore” non è frutto di un processo industriale, ma di un processo creativo. E le idee non si possono chiudere in gabbia.

A prescindere dalla stampa 3D, il design non ha affatto i giorni contati. La prova concreta arriva dal mondo della moda, dove gli stilisti copiano e rielaborano i modelli da sempre. Generare nuove idee è una necessità fondamentale per un settore che vive sull’alternanza continua di nuovi stili. Lo dice anche Johanna Blakley nella sua famosa TED conference:

Chi è il proprietario di quel certo look? Questione assai difficile da risolvere. Ci vogliono tanti avvocati e un sacco di tempo in tribunale. E i rivenditori hanno deciso che è troppo costoso.

La soluzione? Lasciare circolare le idee liberamente. A decretare il successo di un prodotto di design non sono le protezioni industriali (salvo in quei casi dove la contraffazione è spudorata). Se un oggetto è affascinante e ha una storia da raccontare, le persone saranno ben disposte a comparlo. Il design d’autore ha ancora una lunga vita di fronte a sé.

credits foto: Diederik Schneemann

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