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Come trasformare una scuola in un makerspace

makerspace playbookNella scuola del futuro, dare un computer connesso a internet a ogni studente non è abbastanza. La vera sfida è un’altra: portare accanto a lavagne e computer, macchine a taglio laser, fresatrici e una serie di Arduino. A leggerlo per intero, il programma Mentor Makerspace (MENTOR) ha qualcosa di alieno. L’idea è quella di aprire un laboratorio per makers, completamente attrezzato, in almeno 1000 scuole superiori degli Stati Uniti.

La formula è molto semplice. La scuola ci mette lo spazio e il MENTOR (Manufacturing Experimentation and Outreach)ci infonde tutto il know-how e l’attrezzatura necessaria. Semplice e diretto. La teoria passerà dai libri alla pratica e alle plastiche modellabili. Se hai a disposizione un computer connesso in rete, una stampante 3D sul banco e un designer che in aula ti spiega come convertire i bit di un progetto digitale in atomi, il gioco è fatto.


Detta così sembra fin troppo facile, ma per proiettare gli studenti nella dimensione della nuova rivoluzione industriale – come la chiama Chris Anderson – non c’è altro modo che mettere a loro disposizione il meglio che la cultura maker possa offrire. Nondimeno, l’iniziativa è nata grazie al supporto di tre pilastri avvenieristici come O’Reilly Media, il do-tank Otherlab e l’associazione no-profit EDC.

Per adesso, il progetto per l’anno accademico 2012/2013 coinvolge 10 scuole pilota, tutte situate in California. Il kit MENTOR prevede un corso di aggiornamento per i docenti responsabili delle classi di nuovi makers e una fornitura iniziale di hardware e software. Inoltre, il programma mette già a disposizione di tutti un manuale per trasformare le aule degli istituti scolastici in fab lab dedicati interamente agli studenti e ai loro progetti DIY.

Gli studenti della classe maker creeranno e svilupperanno il proprio progetto durante l’intero anno scolastico. L’obiettivo di MENTOR sta nel mettere di fronte i ragazzi al processo creativo puro, testare le loro abilità e dare libero sfogo alla fantasia. Alla fine del percorso, dopo aver esposto le proprie creazioni alla Maker Faire di San Mateo, i giovani più interessati all’universo dei makers verranno messi in contatto con la community di artigiani digitali.

I risultati attesi sono molto ambiziosi: oltre a formare una nuova generazione di geek capaci di mettere mano sulle nuove tecnologie, gli organizzatori sperano di veder emergere nuovi talenti. Si potrebbe dire questo è solo il primo round di formazione degli startupper del futuro. E non è affatto una esagerazione. Mentor Makerspace è stato finanziato nientemeno che dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) con lo scopo di formare i nuovi inventori statunitensi. E per fugare ogni ombra di isolazionismo, il programma sarà aperto a tutte le scuole del mondo. La campanella suonerà come non ha mai suonato prima.

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