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Un giro per il Fuorisalone alla ricerca di idee

Giovedì mattina il cielo a Milano era coperto, ma quando ti trovi al Fuorisalone praticamente non te ne accorgi. Se poi hai solo 10 ore per vedere tutto quello che c’è da vedere, tanto vale scegliere una location sulla mappa e iniziare da lì. In questo caso, il dito è caduto sulle esposizioni in zona Ventura Lambrate. Per fortuna da quelle parti girava anche il Barcamper, che sta scaldando i motori in vista del tour europeo in cerca di makers.


Ma il bello è che anche nei padiglioni di Milano c’erano creativi, artisti e idee che valeva la pena conoscere. Appena scesi dal Barcamper ti imbatti, per esempio, in una biofabbrica di linoleum alimentata da un esercito di lumache. Ad essere precisi, l’intero processo dipende dal colore dei loro escrementi triturati, ma il risultato è tutt’altro che rivoltante.

Insieme alle lumache ci sono anche androidi, sedie origami, tessuti super leggeri, piante da flashmob e altre meraviglie. A qualche centinaio di metri di distanza ti puoi imbattere anche nell’installazione video “Mash-Up” di Diederik Schneemann. Pone delle domande interessanti sul tema stampa 3D vs. copyright e fa degli ottimi esempi di design hackerati.

Dopo una breve visita a (In)visible Design e alle scarpe-GPS di Dominic Wilcox, bisogna prendere la metro e correre in Duomo per il workshop di AfroFuture con Cyrus Kabiru e Jennifer Wolfe, co-organizzatrice di Maker Faire Africa. Obiettivo dell’incontro è costruire degli occhiali utilizzando rottami e hackerarli con un po’ di led e microcontroller supervisionati da Mirco Piccin di Arduino. Speriamo davvero di incontrarli di nuovo.

Il resto del pomeriggio è tutto dedicato ai workshop di WeFab in via Vigevano 35, dove si mettono alla prova le stampanti 3D e si dà un’occhiata alle creazioni realizzate con Arduino. Se ci passate, fate caso allo specchio musicale sulla parete di sinistra e alla polla di ninfee incastonata di led. Ricordatevi che domenica 14 proprio qui ci sarà il brunch con Massimo Banzi, Giorgio Olivero (il “braccio” della call for makers) e Alessandro Masserdotti.

Per finire, fate un salto a via Alzaia Naviglio Pavese 16, dove trovate le esposizioni di [re]vive. Anche qui ci sono le interessanti stampanti 3D di Wasp e una bella serie di idee da esplorare. Se siete fortunati e avete più di un giorno a disposizione, leggete il programma degli eventi consigliati (qui e qui) e datevi da fare.

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