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Filabot e la sostenibilità dei Makers

filabotRicicla la plastica e avrai chiuso il cerchio. Il motto dell’impatto (quasi) zero nel movimento Makers potrebbe suonare più o meno così. Riutilizzare gli scarti usciti fuori dalle stampanti 3D potrebbe essere un buon modo per ridurre i rifiuti e dare una mano all’ambiente. Ecco perché in molti sono curiosi di sapere come se la caverà Filabot, l’impianto da scrivania disegnato per riciclare la plastica. Il funzionamento è facile: si introducono gli scarti plastici e la macchina genera un filamento da utilizzare per nuove creazioni.

Si tratta di una buona idea, ma per rivoluzionare il mondo dei makers serve anche altro. Filabot ha esordito nel 2012 con una campagna su Kickstarter, chiusa con 32.000 dollari di finanziamento e l’obiettivo di distribuire a breve i primi prototipi. In attesa che il suo inventore Tyler McNaney, un ventenne del Vermont, chiuda i lavori è bene fare un bilancio sul profilo ambientale di stampa 3D e filosofia DIY. Come in ogni settore, ci sono pro e contro.

Meno trasporti, meno inquinamento: con una stampante 3D sulla scrivania ogni casa può diventare una fabbrica in miniatura. Se hai bisogno di un oggetto non lo cerchi più in negozio, piuttosto scarichi i modelli virtuali da Thingiverse e lo crei da te. In questo scenario, molte merci viaggeranno come bit da computer a computer e sulle strade circoleranno solo materie prime e prodotti difficilmente replicabili.

Riduzione dei rifiuti industriali: scavare un blocco di materiale per tirarne fuori un componente produce molti scarti di lavorazione. Nella stampa 3D a strati (Additive Layer) lo stesso oggetto prende forma granello dopo granello, e quello che avanza può essere riutilizzato. Inoltre, fabbriche e designer non dovranno più allestire catene produttive speciali per i nuovi prototipi.

L’impatto verde: oltre alla plastica riciclabile ABS, le stampanti 3D possono usare anche il biopolimero di origine vegetale PLA. Quest’ultimo è biodegradabile in ambiente, ma si tratta di un prodotto derivato del mais. Pertanto, al crescere della sua diffusione dovremo fare attenzione a quanta superficie agricola sottrarre alle coltivazioni tradizionali.

La rivoluzione del cibo: come racconta The Guardian, la tecnologia di stampa 3D potrebbe essere estesa anche alla produzione di cibo. Jeffrey Lipton della Cornell University di New York ha sviluppato una macchina che produce cibo usando inchiostri commestibili a base di ingredienti primari. In pratica, stampi solo quello che devi mangiare sul momento e riduci gli sprechi.

Uscire dalla povertà: secondo Harbir Kaur, science teacher e blogger su Huffington Post UK, le stampanti 3D alimentate ad energia solare potrebbero essere gli strumenti che rivoluzioneranno la vita nei paesi in via di sviluppo. Ma non è solo una questione di manifattura sostenibile: se diventi un makers hai anche accesso ad una rete globale di persone. Ti accende il cervello e ti fa capire che puoi costruirti un futuro con le tue mani.

One Response to “Filabot e la sostenibilità dei Makers”

  1. Marco

    Tutto giusto, ma i fumi prodotti da una stampante 3d e da questo “riciclatore”, che fine fanno? Ogni maker si doterà di impianto di filtraggio e ricliclo dell’aria?! Qualcuno ha perso un attimo a calcolare l’impatto dei fumi di un miliardo di stampanti 3d? Inoltre, avere una stampante 3d non è un incentivo a consumare più rapidamente gli oggetti? “tanto me li stampo io, non mi costano”.. e mi ritrovo con 200 inutili pupazzetti di plastica che in precedenza non avrei comprato… Altro punto sono i tempi di riscaldamento di una stampante 3d: per stampare un oggetto devo far scaldare la stampante, e poi la spengo, ergo, ho praticamente sprecato il ciclo di warming, mentre in un impianto che lavora a regime e in un giorno stampa un milione di oggetti, non incide minimamente… In definitiva, siamo poprio così sicuri che queste stampanti 3d siano così ecosostenibile?! Forse la soluzione potrebbe essere più semplice: cercare di consumare di meno ed evitare di comprare oggetti il più delle volte inutili, in questo modo non avremmo bisogno di una stampante personale per rispondere a ogni nostra compulsione di nuovi acquisti! ;)

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