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Il making of della Call for Makers: come fare una foto DIY

La Call for Makers la conosciamo già: tutti i makers d’Europa possono presentare progetti e idee entro il 2 giugno 2013 e partecipare gratuitamente alla Maker Faire di Roma. Però, in pochi conoscono tutta la storia della foto, quella con la mano che regge la calamita che attira lo sciame di oggetti.

La prima cosa da sapere è che tutto quello che vedete in quell’immagine è reale, non postprodotto. La seconda, è che dietro a questa storia ci sono Giorgio Olivero, co-fondatore di ToDo, e una squadra di tre creativi che si è messa in gioco. Abbiamo chiesto proprio a Giorgio di raccontarci come hanno “fatto” la foto in pieno spirito Makers.

Giorgio, inizia tutto con una telefonata? Esatto, era la sera del 2 gennaio. Gli organizzatori di Maker Faire Rome ci fanno sapere che vogliono noi per realizzare la campagna per la prima Maker Faire europea. Sanno che conosciamo bene il mondo Makers e che siamo quelli dietro il restyling di Arduino. E così, inizio subito a a buttare giù un po’ di parole chiave per lavorare al brief:

DIY / hands-on / physical / ironic / chaotic / over stimulating / family friendly / rough / amateur / punk rock

Puoi motivare la tua scelta? La Maker Faire è la celebrazione del movimento DIY (Do-It-Yourself) e degli inventori contemporanei. Quelli che in Italia spesso chiamiamo, con un termine davvero inadeguato e poco nobile, smanettoni. Soprattutto, quello dei Makers è un movimento non elitario. Tutti possono diventare maker, e gli scambi di idee all’interno della community sono orizzontali. Ecco perché volevamo una comunicazione ‘calda’, pop, giocosa – decisamente poco snob.

E qual è, invece, una grafica Makers? Non volevamo creare immagini di sintesi e troppo virtuali. Piuttosto, volevamo creare qualcosa di tangibile, usando materiali, facendo le cose con le mani limitando l’uso dei soliti software grafici mainstream. Dietro all’immagine della Call doveva esserci un prototipo, qualcosa da costruire, da inventare ex-novo. Bit che diventano atomi, bit che occupano volumi reali.

In una parola? Una foto still life, fatta utilizzando e riprendendo gli strumenti legati all’immaginario dei makers. Tutti gli oggetti che vedete nell’immagine sono riconducibili ai grandi temi della cultura DIY. E li abbiamo tutti realizzati con la macchina a taglio laser del nostro studio.

Quindi siete makers esperti? Lo dico con tutta tranquillità: non abbiamo mai fatto nulla del genere prima d’ora. Non avevamo conoscenze pregresse che potessero dirci “questa è la strada giusta”. Non ci siamo arresi e abbiamo mandato il nostro concept a Jason Babler, creative director di Make Magazine. Lui ci ha dato un ok entusiasta e noi abbiamo vissuto il nostro momento di sacro terrore, quel panico bello da progetto in cui tutto ma proprio tutto deve essere inventato.

Making of Call for Makers

A quel punto iniziate a sporcarvi le mani. Da una lunga lista scegliamo gli oggeti da realizzare e inizia la sperimentazione. Qui entrano in gioco Alessandro Argenio, assistente al progetto, e Luca Zanconi, uno sviluppatore Android con la passione per la modellazione. Con loro iniziamo a costruire i modelli 3D in Blender. Poi li elaboriamo con Pepakura e mandiamo i file alla macchina a taglio laser sperimentando decine di carte diverse. Man mano assembliamo i modelli in carta e li verniciamo con bombolette spray da graffitari.

Non resta che scattare la foto. Già, allestiamo un teatro di posa nel nostro studio e coinvolgiamo la fotografa Vincenza De Nigris per lo studio luci e del set. La foto definitiva la scattiamo il 21 febbraio. In tutto fanno 5 settimane di lavoro: 2 settimane e mezzo per gli esperimenti, una per la creazione degli oggetti definitivi e la colorazione. Seguono il laboriosissimo appendimento degli oggetti e tre giorni di scatti.

Risultato? Un’immagine surreale che, allo stesso tempo, è anche ironica, cartoon. È in puro stile Makers ed è anche semplice e accessibile. E così deve essere, perché dalla Call for Makers ci aspettiamo progetti folli e visionari ma anche solidi e concreti.

Ci vediamo alla Maker Faire Rome. Sicuro. Noi ci saremo, il nostro lavoro continua fino ad ottobre. È davvero una bella sfida: io ci ho messo il braccio – nessun infortunio o gesto disperato, ma la mano con la calamita è proprio la mia – i makers, invece, ci dovranno mettere le loro migliori idee.

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Guarda su Flickr tutte le foto del making of
Concept and design direction: Giorgio Olivero/ToDo | Shooting: Vincenza De Nigris | Project assistant: Alessandro Argenio | 3D modeler: Luca Zanconi

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